Cos'è
Per l’8 marzo 2026, l’Associazione Arte il Faro promuove un incontro intergenerazionale tra studiose e attiviste dei movimenti femministi dalla seconda ondata ad oggi, alla Biblioteca Mastronardi di Vigevano. Presentato da Luisa Reina, l’evento prevede l’intervento di Manuela Gandini, Collettivo Karlotta, Alessia Luigetti a partire dalla pratica artistico-politica del Gruppo Femminista Immagine di Varese (1974-1985) per giungere alle attuali istanze politiche di genere. Lo slogan La mamma è uscita, utilizzato negli anni ’70 dalle artiste del gruppo Immagine, è anche il titolo dell’omonimo libro (DeriveApprodi, Roma 2021) di Milli Gandini e Mariuccia Secol dal quale prenderà avvio l’incontro. In parte biografico e in parte teorico, il racconto metterà in luce l’origine di lotte ancora in corso e le innumerevoli sfumature del presente.
La mamma è uscita. Una storia di arte e femminismo documenta la cronaca dei primi fermenti di arte femminista in Italia attraverso l’avventura politico-poetica di due artiste, mogli, madri, compagne, che scoprono prepotentemente la propria vera identità e la propria condizione minoritaria e, nel 1974, fondano il Gruppo Femminista Immagine di Varese. Le autrici documentano brillantemente il percorso che le porta a condividere con altre artiste, e con il gruppo padovano del “Salario al Lavoro Domestico”, la medesima lotta politica. Oltre alla restituzione delle conquiste culturali - come la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1978, l’invito di Federico Fellini a partecipare a “La città delle donne”, l’organizzazione di convegni nazionali (“Vogliamo-vo(g)liamo” 1978) e la partecipazione a mostre internazionali.
Gandini e Secol ricostruiscono il contesto e l’atmosfera del tempo con la vividezza di una foto, includendo anche la temporanea damnatio memorie subita dal movimento alla fine degli anni ‘80. Il libro lega gli aspetti biografici della crisi individuale di ciascuna a quella collettiva, usando anche toni umoristici. I temi vulnerabili della lotta - dall’aborto, al divorzio, all’autonomia, alla violenza familiare - costruiscono la prospettiva di nuovi orizzonti di liberazione.
In primo piano appaiono inoltre le opere d’arte da loro realizzate con l’intento di sovvertire gli odiosi canoni domestici dello sfruttamento.
Vi aspettiamo per raccontarvi questa bellissima storia, domenica 8 marzo, ore 17, in Sala Franzoso, Biblioteca Mastronardi