Che cosa accade quando la pittura smette di essere semplice rappresentazione per trasformarsi in un dispositivo di indagine della realtà? In che modo la figura di un eroe, il salto di un dio e una barca all'orizzonte possono anticipare i paradossi dello spazio-tempo relativistico e sfidare la percezione deterministica? Partendo dall’analisi del Bacco e Arianna di Tiziano, Luca Pozzi costruisce un ponte interdisciplinare tra arte classica, ricerca contemporanea e fisica teorica. Il dipinto viene esplorato non più come una superficie statica, ma come un campo di probabilità e una struttura spaziotemporale stratificata, in grado di gettare nuova luce sui concetti più controintuitivi della meccanica quantistica: dalla sovrapposizione di stati alla decoerenza indotta dall'atto stesso dell'osservare. L'opera d'arte diventa così il punto di partenza per una riflessione profonda che supera i limiti della fisica classica newtoniana di cui sono fatti i nostri corpi: siamo davvero meri spettatori passivi del mondo o la nostra visione contribuisce attivamente a modellarne la sostanza?
ATTO SECONDO – ALESSANDRO MAZZOLI - Psicologo del cambiamento
Dal filo alla costellazione. Arianna, Teseo e Bacco come immagini del processo individuativo.
Perché alcune esperienze, anche quando appartengono ormai al passato, continuano a influenzare profondamente il nostro presente? Che cosa accade alla nostra identità quando una relazione finisce o quando viene meno ciò che, fino a quel momento, aveva dato significato alla nostra vita? Partendo dalla psicologia di Carl Gustav Jung, Alessandro Mazzoli proporrà una lettura del mito di Arianna, Teseo e Bacco che mette al centro il rapporto tra legami affettivi, identità personale e trasformazione psicologica. Il dipinto diventerà così il punto di partenza per esplorare una questione che attraversa l’esperienza di ciascuno: come affrontiamo i cambiamenti che non abbiamo scelto e in che modo possiamo riconoscere nuove possibilità proprio quando le certezze sulle quali avevamo costruito la nostra vita vengono meno? Una riflessione che, attraverso il linguaggio universale del mito, invita a guardare diversamente non soltanto un capolavoro della storia dell’arte, ma anche le vicende della nostra esistenza.