Cos'è
A diciannove anni Milo lascia la Toscana e si trasferisce a Trieste, nella casa ereditata da un nonno che non ha mai conosciuto. È l’inizio di un viaggio dentro una città di confine e, soprattutto, dentro una storia familiare rimasta a lungo nascosta. Un diario in tedesco, una fotografia, una rubrica di nomi e incontri inattesi diventano le tracce attraverso cui il protagonista ricostruisce vite segnate dalla guerra, dalle persecuzioni, dagli amori e dalle scelte del Novecento.
Con Le cose che non si dicono, Alice Scalas Bianco racconta il rapporto tra le nuove generazioni e un passato che continua a interrogare il presente. La memoria non è qualcosa di immobile: è una materia viva, fatta di silenzi, omissioni e verità che chiedono di essere riconosciute.
Nata nel 2002 e cresciuta a Vigevano, Alice Scalas Bianco ha vinto nel 2021 il Premio Campiello Giovani con il racconto Ritratto di Parigi. Nel nuovo romanzo, pubblicato da Bompiani, torna nella sua città per parlare di memoria, identità, eredità familiari e del coraggio necessario per dare un nome alle cose che spesso non si dicono.
Coordina l’incontro Raffaella Pollini, giornalista.
L’incontro fa parte del “Fuori Rassegna | Visioni”.
L'incontro è in Sala E. Duse (Ridotto del Teatro Cagnoni).